Ecco la scuola della Gelmini

29 ottobre 2008

Dal sito www.rassegna.it

Il Senato ha approvato, in via definitiva, la conversione in legge del decreto Gelmini sulla scuola. 162 i voti a favore, 134 i contrari e tre gli astenuti. Il provvedimento era stato già approvato il 9 ottobre dalla Camera, ed è legge da oggi. Queste le misure.

Maestro unico
La novità più importante del disegno di legge Gelmini, stabilita però a partire dall’anno prossimo, è il ritorno al maestro unico (al posto degli attuali tre per due classi), con un orario di 24 ore settimanali. Il maestro unico fu il modello organizzativo della scuola elementare italiana fino al 1990. Quanto alle ore del tempo pieno, queste saranno coperte dallo stesso maestro unico, che dovrebbe lavorare un maggior numero di ore: il dl prevede che per le ore di insegnamento aggiuntive si possa attingere per il 2009 dalle casse delle singole scuole. Il provvedimento, inoltre, stabilisce l’adeguamento del trattamento economico spettante ai docenti che si troveranno ad operare nelle classi con unico insegnante, che avverrà in sede di contrattazione collettiva.

Insegnamento educazione civica
Introdotto in elementari e medie l’insegnamento di educazione civica, con la specifica materia “Cittadinanza e Costituzione”. Previste anche, al fine di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale, iniziative per lo studio degli Statuti regionali.

Voto in condotta
Reintrodotto, in sede di scrutinio intermedio e finale, il cosiddetto voto in condotta, espresso in numeri. Qualora sia inferiore a sei decimi (invece che a otto decimi, come nella precedente disciplina) comporta la bocciatura.

Voto numerico
Tornano anche i voti espressi in numeri, che si affiancano ai giudizi (introdotti nel 1998), per la valutazione del rendimento scolastico. In particolare, per essere ammessi alla classe successiva o all’esame finale è necessario aver ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline. Per quanto riguarda le bocciature, il testo stabilisce che nella scuola primaria potrà avvenire “con decisione assunta all’unanimità” e comunque “solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione”; alle medie sarà necessaria “una decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe” e si dovrà tenere conto anche di “disturbi specifici di apprendimento e della disabilità”.

Libri di testo
Al fine di contenere il costo dei libri scolastici, si dispone che le scuole adottino libri di testo in relazione ai quali l’editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto per cinque anni, salvo l’eventualità che si rendano necessarie appendici di aggiornamento, che comunque dovranno essere disponibili separatamente.

Scuola specializzazione insegnamento superiore
Gli specializzandi Ssis potranno essere inseriti nelle graduatorie a esaurimento non più in coda ma nelle posizioni spettanti in base ai titoli.


SCUOLA: OGGI IL VOTO AL SENATO, DOMANI LO SCIOPERO

29 ottobre 2008

Da ANSA:

ROMA – Studenti delle scuole superiori in attesa fuori Palazzo Madama in vista del voto finale sulla riforma Gelmini previsto per le 10:30. Nonostante il diluvio che ieri si è abbattuto su Roma alcuni studenti la scorsa notte hanno presidiato piazza Navona e la zona del Senato . “Non sarà certo la pioggia a frenarci – assicura Simona studentessa in un liceo classico romano – oggi saremo qui tantissimi per fare sentire la nostra voce contro questa riforma sbagliata”. Intanto in molte zone di Roma, si stanno creando piccoli cortei di studenti che puntano verso il centro storico. Il più corposo, fino adesso, è quello degli studenti, circa 800, del liceo scientifico “Farnesina” e dell’istituto tecnico industriale “Bernini” che si sono concentrati in piazzale Flaminio.

Un voto scontato al Senato e uno sciopero generale che promette di portare in piazza migliaia e migliaia di persone e, intanto, scalda gli animi: in vista di questi due appuntamenti il mondo della scuola e dell’università, in una saldatura ormai collaudata, non ha risparmiato energie nel protestare. Palazzo Madama, dove è ripreso – con toni accesi – il dibattito sul contestato decreto Gelmini, è stato preso d’assedio dagli studenti sin dal mattino – una protesta a tratti rumorosa, con qualche scaramuccia tra sigle di opposti schieramenti ma tutto sommato pacifica, che è ancora in corso – e cortei e manifestazioni hanno attraversato il Paese come un ideale serpentone di dissenso. E nel pomeriggio mentre il ministro Maristella Gelmini ha ricevuto alcune associazioni di genitori, il sindacato ha diffuso uno studio dal quale emerge che i tagli al tempo pieno danneggeranno non solo la qualità dell’istruzione, ma anche le mamme-lavoratrici. Una ulteriore difesa della “riforma” Gelmini è arrivata in serata dal Premier: “C’é stata una vasta disinformazione e delle falsità enormi su modifiche che sono di buon senso”.

SCUOLE E ATENEI SEMPRE IN PRIMA LINEA
Un corteo itinerante tra le facoltà occupate a Torino, dove stasera è in programma una fiaccolata; banchi e lavagne in strada a Napoli; una breve ma simbolica occupazione dei binari della stazione ferroviaria a Viareggio; un lungo corteo spontaneo di studenti a Bari, in testa anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. E poi ancora migliaia di universitari e studenti delle superiori scesi in piazza a Perugia, bimbi travestiti da fantasmini in piazza Maggiore a Bologna in difesa della scuola pubblica, assemblea partecipatissima all’università di Ancona, lezioni in piazza davanti al Colosseo (nonostante la pioggia) e a piazza San Marco a Venezia, maxischermi a Roma Tre per consentire a tutti gli studenti di seguire l’affollatissima assemblea, presente il rettore, in corso nell’aula magna. Almeno sette cortei a Roma, autogestioni e occupazioni da Bolzano a Caltanissetta. La vigilia del voto al contestato decreto Gelmini é stata contrassegnata da una miriade di iniziative, compreso lo sciopero della fame annunciato da un papà romano (M.S.,funzionario del ministero dell’Ambiente) preoccupato per il futuro dei suoi tre figli in età scolare.

SENATO SOTTO ASSEDIO Diecimila, quarantamila: oscillano le cifre sui manifestanti davanti al Senato, come sempre in questi casi. Ma è certo che gli studenti non intendono mollare la postazione. Sono arrivati a piccoli gruppi e c’é stato pure qualche screzio: l’Unione degli studenti ha preso le distanze dalle formazioni di destra pure presenti in piazza accusandole di violenza gratuita.

Complice il violento nubifragio che si è abbattuto sulla Capitale, gli studenti che per tutto il pomeriggio hanno assediato il Senato in sit-in, hanno deciso di non passare la notte in piazza ma di tornare nelle università a proseguire le occupazioni, o a casa. L’appuntamento, con ogni probabilità sempre di fronte al Senato, è fissato per la mattinata quando ci sarà il voto del decreto sulla Scuola.

PD PRESENTA IN 10 PUNTI SUA RIFORMA PER UNIVERSITA’ Il leader del Pd, reduce dal successo del Circo Massimo, ha presentato oggi pomeriggio, in una conferenza stampa, la ricetta del partito democratico per l’università. Una ricetta in dieci punti che va dalla revisione dei meccanismi dei concorsi all’istituzione dell’Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario passando per una riforma della governance e per la valutazione periodica dei docenti. Il Pd chiede pure di abrogare il blocco del turn over dei docenti e di tornare al reclutamento straordinario di ricercatori previsto dal governo Prodi.

E PARLAMENTARI PDL INCONTRANO STUDENTI CENTRO-DESTRA “Andiamo avanti con il decreto Gelmini” ha assicurato Maurizio Gasparri (Pdl) durante l’incontro di oggi tra studenti di centrodestra e parlamentari del Popolo della libertà. “Dobbiamo guardare alla protesta con serietà ma non pensare che sia una rivolta generazionale, sono i numeri a dirlo” ha aggiunto Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, assicurando, per parte sua “spazio di dialogo con gli studenti indipendentemente dall’orientamento politico”.

SCIOPERO DEL 30 PROSSIMA TAPPA DEL MALCONTENTO
La lunga marcia di avvicinamento allo sciopero generale della scuola è quasi finita: giovedì il mondo della scuola (ma anche quello dell’università) scenderà in piazza a Roma. La macchina organizzativa si è messa in moto: 9 treni speciali, 1.000 pullman, e tanti, tantissimi manifestanti ‘fai da te’. I sindacati promotori (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda) contano su grandi numeri e parlano di “data che resterà nella memoria”. Sul palco anche i tre big di Cgil, Cisl e Uil: Epifani, Bonanni e Angeletti.

VELTRONI, GOVERNO RITIRI DECRETO, NON SIA ARROGANTE - Il governo dovrebbe ritirare il decreto Gelmini sulla scuola perché “sarebbe un atto di arroganza andare avanti”. Lo ha detto il segretario del Pd Walter Veltroni. “E’ indice di intelligenza – ha aggiunto Veltroni – fermarsi quando un provvedimento crea tanto conflitto sociale”. “Stiamo assistendo a un gioco delle parti – ha affermato Veltroni – perché il governo non ha presentato nessuna riforma né per la scuola né per l’università, cosa che a noi piacerebbe discutere. Allo stato stiamo discutendo solo sui tagli voluti dal ministro Tremonti”.  “Secondo noi – ha detto ancora Veltroni – si può e si deve tagliare ovunque nella spesa pubblica, tranne che su un punto, e cioé scuola e università, perché è la garanzia per il rilancio della nostra competitività. Lì, semmai, si deve mettere mano al portafoglio. Noi oggi spendiamo poco e male, dobbiamo smettere di spendere male ma smettere anche di spendere poco”. “Ho visto che il ministro Gelmini – ha poi ironizzato il segretario del Pd – si paragona a Obama: ora tutti improvvisamente si stanno schierando. Però Obama ha annunciato un investimento di 14 miliardi di dollari per le università”.


Cambiano norme sui precari e assegni sociali

30 luglio 2008

Dal sito ANSA:

ROMA, 30 LUG – Cambia la norma sugli assegni sociali. Un emendamento del relatore Salvo Fleres al decreto sulla manovra, presentato questa mattina in commissione Bilancio del Senato, modifica la norma approvata dalla Camera, che avrebbe comportato un taglio indiscriminato degli assegni sociali. Resta stabilita la necessita’ di aver lavorato in Italia per almeno dieci anni, ma scompare la necessita’ di aver percepito un reddito ”almeno pari all’importo dell’assegno sociale”.

Cambia la norma anti-precari. Il relatore Salvo Fleres ha presentato in commissione Bilancio del Senato un emendamento che cambia l’articolo 21 del decreto sulla manovra approvato dalla Camera.

RAI: OGGI CDA SU SACCA’. VIGILANZA, ANCORA NULLA DI FATTO
Oggi il cda della Rai torna sulla proposta del direttore generale Claudio Cappon di rimuovere il direttore di Rai Fiction Agostino Sacca’ e nominare al suo posto il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce. Ieri nuova fumata nera alla Commissione di Vigilanza Rai che non ha eletto il suo presidente.


Il governo fa dietro front !

30 luglio 2008

Da sito ANSA:

Il governo fa marcia indietro. Non solo sugli assegni sociali, ma anche sui precari. Dopo la levata di scudi generale, l’esecutivo decide di correggere le due norme della manovra economica al centro da giorni di una tempesta di critiche. E lo farà con l’emendamento che sta per presentare al decreto al Senato. La decisione è annunciata in serata dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che dal principio aveva insistito per intervenire su entrambi gli articoli subito, a Palazzo Madama. Nata in chiave anti-immigrati, la prima norma rischiava di togliere dall’oggi al domani gli assegni sociali a circa 800mila anziani indigenti, in gran parte donne. Dopo un’occhiata ai titoli dei giornali della mattina, a Palazzo Chigi ci si rende conto che l’errore compiuto alla Camera deve essere rapidamente corretto. E così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito annuncia che il governo presenterà un emendamento al Senato per eliminare il rischio di un taglio indiscriminato degli assegni. Si tratterà, assicura Vito, dell’unica modifica della manovra a Palazzo Madama oltre a quella, già annunciata, che recepisce le osservazioni del Quirinale sui bilanci ministeriali. Ma la maggioranza, durante l’esame della manovra in commissione al Senato, si lascia aperta la porta a una modifica dell’altra norma che ha provocato mille proteste, il blocco delle assunzioni dei precari che fanno causa all’azienda: se intervenire o no, spiega il relatore Salvo Fleres, si deciderà al termine di una verifica con il governo. Alla fine Sacconi – che ieri aveva annunciato cambiamenti alla norma anti-assunzioni in un nuovo ddl e poi aveva garantito ai sindacati le correzioni – annuncia il nuovo cambiamento di rotta: modifiche subito anche sui precari. Intanto, la Lega Nord aveva dato il suo “nulla osta” all’aggiustamento sugli assegni sociali: spiega infatti il ministro Roberto Calderoli che “é giusto modificare la norma se c’é anche solo il dubbio che i tagli possano riguardare gli italiani”. Tra l’altro è venuto fuori che la paternità della stretta sugli assegni sociali non è del Carroccio ma di due deputati dell’opposizione, gli altoatesini della Svp Sigfried Brugger e Karl Zeller. La ‘ratio’ della misura, sottolinea il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, era di “impedire a un immigrato che sta in Italia da un anno di prendere una pensione sociale per tutta la vita”. Ora però, visti i “danni collaterali” prodotti, anche Gasparri dà il suo via libera ai cambiamenti. Resta invece duro il giudizio dell’opposizione: “Con le norme sugli assegni sociali e i precari – dice la capogruppo del Pd a Palazzo Madama Anna Finocchiaro – il governo dimostra che considera i più deboli come vittime da sacrificare”. Tuona contro le norme sui precari e sugli assegni sociali anche il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini: “Sono sbagliate: un conto è la flessibilità – sottolinea – un conto è la precarietà permanente. E con i tagli agli assegni sociali, perché amplia gli spazi di povertà e toglie una protezione sociale minima”. Per trovare la formulazione più corretta, governo e maggioranza avevano deciso di prendersi il tempo necessario per riflettere (e per evitare che il rimedio sia peggiore del male). La commissione Bilancio del Senato ha accantonato infatti gli articoli 20 e 21 del decreto, quelli che contengono il taglio degli assegni sociali e la norma ‘anti-precari’. Tra stasera e domani mattina in commissione dovrebbe arrivare l’emendamento sugli assegni sociali, mentre il governo non ha ancora deciso – riferisce sempre Sacconi – se portare la sua proposta di modifica sui precari in commissione o direttamente in aula, come consente il regolamento del Senato. E in aula, dove la manovra approderà probabilmente giovedì mattina, è più che probabile, come lascia capire il ministro Vito, che il governo ricorrerà al voto di fiducia per accelerare i tempi ed evitare di votare uno per uno circa 600 emendamenti presentati dall’opposizione. Intanto, mentre la manovra si avvia verso il voto finale del Senato, l’agenzia di rating Standard & Poor’s la boccia sostenendo che il suo impatto sulla spesa pubblica sarà solo “lieve”: “Il nuovo governo di centrodestra, guidato da Silvio Berlusconi – sostiene l’agenzia – non propone alcuna riforma di tipo strutturale che affronti seriamente i temi della spesa pubblica”.


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